• Avviso ai viandanti dell’idea in cerca di oasi

    A trent’anni dalla loro prima edizione tornano disponibili tre vecchi titoli delle edizioni Gratis, rivisti e corretti, a cui presto si aggiungeranno alcune novità. In preparazione anche un nuovo catalogo in rivista, in solo formato elettronico, dopo quello cartaceo dello scorso millennio (novembre 1993). Come dite? Nessuno legge più libri? E allora? Se c’è chi ha avuto la sublime follia di aprire una libreria in mezzo ad un deserto, perché noi dovremmo rinunciare a pubblicare libri?

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  • Perché non esistono più contraddizioni

    Non c’è contraddizione dicendo che un tale preferisce le arance alle mele, e anche che preferisce le mele alle arance, se la prima dichiarazione è fatta nel contesto di scegliere il disegno per la tappezzeria, e l’altra invece nel contesto di scegliere la frutta per il dessert. Le due affermazioni sono opposte, ma non contraddittorie. Se invece le due affermazioni fossero fatte in un contesto unico, ininterrotto e coerente, allora si contraddirebbero e non potrebbero essere entrambe vere. In breve, la contraddizione richiede che le affermazioni e i fatti siano percepiti come aspetti correlati di un contesto ininterrotto e coerente. Se il contesto non esiste o è spezzato, la contraddizione scompare.

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  • Casa Cassiopea

    Sta aprendo in questi mesi Casa Cassiopea, uno spazio anarchico situato a Magnano, in provincia di Biella. Attualmente è utilizzabile il laboratorio dedicato alla stampa, la scansione e la rilegatura. La biblioteca, sia fisica che digitale, è ancora in corso di allestimento, al pari di molti altri spazi.Purtroppo il sito cassiopea (dot) house non è attivo, ma per qualsivoglia comunicazione è già utilizzabile la mail info (at) cassiopea (dot) house.

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  • Dal fiume al mare, condannate Israele?

    Per provocare crepe nella propaganda che vorrebbe ridurre il genocidio in corso a Gaza ad una legittima difesa degli «ebrei» (e dell’intero occidente) davanti ad una brutale aggressione dei «palestinesi» (e di molti paesi medio-orientali), cosa c’è di meglio che riportare la voce discordante di chi non teme di venir additato come una sorta di «traditore della razza»? Americano, ebreo, insegna al Los Angeles College, l’autore di questo testo è palesemente un «liberal» insospettabile di qualsivoglia estremismo politico. Cosa che non gli impedisce di cogliere lo stretto legame, si potrebbe quasi dire genealogico, che unisce il governo israeliano a quello statunitense.

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  • I vivi, i morti

    Perché ci sono morti che con le loro parole e le loro azioni ci suggeriscono e ci criticano, ci spronano e ci interrogano, ci ispirano e ci consolano. Non li potremo (più) guardare negli occhi, ma loro sono lì, al nostro fianco – incitandoci magari a scatenare le cattive passioni, non a conquistare i mezzi di produzione, ad assaporare la gioia armata, non ad inseguire il potere operaio.

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  • Il cuscino insanguinato

    La fanfara degli oppressori è all’opera. Tutti si stracciano le vesti, davanti all’ennesimo massacro di una ragazza perpetrato dall’ex-fidanzato aguzzino. Sul carro del Bene ci stanno salendo proprio tutti: fascisti patinati, sinistroidi molto chic e poco radicali, movimentisti sempre lesti a chiedere allo Stato di fare qualcosa, anime pie che non riescono a capacitarsi di come i figli di questa società possano essere tanto possessivi quanto brutali. Tutto questo carrozzone, in ogni suo gesto, in ogni suo momento, in ogni suo passo ci riporta sempre alla realtà

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  • Un cucciolo che morde il nulla

    Se Mahmud Darwish (1941-2008) fosse ricordato solo per essere stato militante del partito comunista d’Israele, poi componente (dimissionario) dell’OLP, infine membro del Parlamento dell’ANP, o se il suo scritto più noto fosse la "Dichiarazione d’indipendenza (dello Stato) palestinese", non avremmo ragione alcuna di riproporre qui i suoi testi. Ma egli fu soprattutto il poeta i cui versi in tutto il mondo sono stati considerati «il respiro stesso della Palestina», fino a costringerlo a una vita d’esilio. Ebbene, in queste ore atroci, non è forse questo il respiro che andrebbe rianimato?

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  • Gaza, dove nessun essere umano può esistere

    Fra tutti i testi scritti sugli accadimenti odierni nella Striscia di Gaza, abbiamo deciso di pubblicare quello di un americano-palestinese, critico letterario e docente di inglese e di letteratura comparata all’Università di Los Angeles. Perché, senza insulsi e patetici toni militanti, ricorda che la «questione israeliano-palestinese» non è iniziata lo scorso 7 ottobre e che di fronte al genocidio in corso a suscitare più disprezzo non sono tanto i suoi razzisti sostenitori, quanto i suoi progressisti spettatori — ma soprattutto che i dannati della terra (e la loro violenza) non sono né una mera citazione filosofica da sfoggiare al riparo dagli eventi, né una realtà storica da relegare con sollievo ad un lontano passato.

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  • 231021a

    Ragione o sentimento? Cosa può indurre ad attaccare una struttura del dominio? Quale che sia la risposta, non può che essere la libertà a guidare la mente e il braccio di chi, a dispetto delle sue paure, rompe gli indugi e decide di attaccare, semplicemente, ciò che fa funzionare l’oppressione. «Switch-Off» è la scritta lasciata a Berlino da alcuni anarchici accanto ad un’antenna di telecomunicazioni incendiata.

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