• 231019a

    La foresta non appartiene a nessuno! Così hanno tenuto a precisare alcuni anarchici che nottetempo hanno attaccato e danneggiato l’edificio del museo del World Forestry Center a Portland, dove avrebbe dovuto svolgersi una conferenza di proprietari fondiari, amministratori, investitori, dirigenti e altri vampiri dell’industria forestale, dal titolo «A chi apparterrà la foresta?».

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  • A proposito di donne romantiche

    In occasione dell’uscita di “Mollate tutto”, libro di Annie Le Brun che raccoglie il suo celebre pamphlet del 1977 in una nuova traduzione, diversa dalle due versioni precedenti del 1978 delle Edizioni del Sole Nero e della Arcana, insieme ad altri testi contro l’ideologia neo-femminista, pubblichiamo qui un altro articolo di Annie Le Brun non incluso nel libro — in cui l’autrice ribadisce che la liberazione della donna non passa attraverso la difesa di un’identità bensì nel reinventare la vita. Ricordiamo che “Mollate tutto ed altri testi” (160 pagine, 9 euro) si può richiedere a gratisedizioni.org

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  • 230901a

    Nome in codice: Operazione sudori freddi. Obiettivo: Paralizzare il petrolchimico di Balan (Ain). Metodo impiegato: Segare per far cadere un traliccio dell’alta tensione (63 kv) che alimenta il sito in oggetto. – Per la bellezza e lo splendore del vivente, per la natura selvaggia e una vita autonoma e autodeterminata

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  • A Belfast c’è ancora ira

    Venticinque anni dopo la firma dell’accordo detto del Venerdì Santo, che ha «messo fine ai 30 anni di guerra civile in Irlanda del Nord» secondo la formula consacrata, se c’è un luogo che incarna ancora oggi quel lungo conflitto, è proprio Belfast. Poiché, se qualcosa è cambiato in questa città martoriata, non è certo la miseria o i muri perenni eretti tra quartieri protestanti e cattolici, ma piuttosto il fatto che milioni di turisti si accalcano ogni anno durante i viaggi organizzati per sbirciare gli affreschi realizzati in onore di questo o quel martire. Magari prima di andare a fare un giro dalle parti dei celebri giardini botanici o ancor meglio al museo del Titanic...

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  • 230801a

    I più realisti nemmeno ci pensano a sottrarsi ad una vita trascinata all’insegna dello sfruttamento. I meno realisti assicurano di possedere dei sogni, ma di essere impossibilitati a realizzarli. Per fortuna esistono anche quelli considerati «folli», loro, che vanno a prendersi ciò che desiderano laddove non viene nascosto, in qualche caso ostentato, come accade in una delle zone più centrali e sfarzose di una Parigi già traumatizzata dai recenti saccheggi e dalle rivolte barbare ad opera dei diseredati della società. Il lusso è una provocazione per i poveri, tanto quanto il rispetto della tracotanza dei ricchi. E quindi…

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  • 230731a

    Un attacco incendiario realizzato la sera del 29 luglio nei pressi di Modane da ignoti individui – lontano dai riflettori mediatici e politici – distrugge cinque veicoli in un cantiere impegnato nei lavori del TAV Torino-Lione. La perforazione di un tunnel sotto la roccia, il cui avvio era previsto per questo lunedì 31 luglio, per il momento non potrà avvenire.

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  • Mollate tutto

    Nel 1977 Annie Le Brun pubblicava Lâchez tout, violento pamphlet contro l’ideologia femminista e la sua opera di cretinizzazione. L’ultima esponente femminile del surrealismo si scaglia contro quelle intellettuali (Simone de Beauvoir, Marguerite Duras ed altre) che hanno ridotto l’oppressione sociale ad una mera questione di genere, rinchiudendo le donne in un particolarismo, in una specificità di cui l’uomo in quanto tale risulta essere il nemico numero uno. Interpretazione che, da un lato, cancella sia le differenze fra le stesse donne che i punti di contatto con gli uomini, dall’altro giustifica ogni aberrazione compiuta da una donna. Come se per assaporare la libertà non occorresse reinventare e riappassionare la vita intera, disertando tutti i ruoli…

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  • Oltre lo steccato

    L’illusione attuale, però, è che la posizione dello steccato sia contrattabile, che un tribunale dello Stato possa difenderlo al posto della forza dell’organizzazione che lo vorrebbe mantenere lì dove stava fino a pochi anni fa. Ma la paura della guerra civile, il clima di unità nazionale che viene alimentato tanto dai venti di guerra che da quelli pandemici e nazionalistici, ha la capacità di trasformare tutto in poltiglia: tanto il linguaggio che le idee.

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  • L’ariete

    Sono trascorsi quasi 170 anni da quando un proscritto francese invocava l'avvento dei Cosacchi, il diluvio umano, come unica possibilità rivoluzionaria rimasta ad una civiltà mortifera. All'epoca gli aspiranti capipopolo lo derisero, accusandolo di voler «correre le steppe del deserto e della fantasia» pur sapendo che «la principale questione che divide e turba l'Occidente è una questione di scienza, il problema da risolvere è quello del lavoro». Come si può pensare di risolvere un problema di tale complessità attraverso «i Cosacchi, ovvero la servitù, l'ignoranza e la miseria organizzata, disciplinata, abbrutita»? Certo, sono nostri fratelli di sventura, ma non «sarebbero troppo incapaci e troppo pericolosi, come precettori d'economia sociale, di politica e di governo»? Oggi…

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  • 230708a

    «La neutralità svizzera non esiste. Dove c’è capitalismo, c’è guerra. Morte allo Stato, viva l’anarchia». Così si conclude l'anonima rivendicazione di un doppio attacco incendiario realizzato nelle prime ore del 18 giugno a Mezzovico, in Svizzera, contro mezzi dell’esercito e della Protezione civile. «La Svizzera, che si proclama neutra per preservare il suo ruolo privilegiato di piazza finanziaria internazionale, ha in realtà una grande responsabilità in diverse guerre nel mondo».

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